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Agip
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Lmwbq'mwbgAgip, mwbwacronimo di mwcaAzienda Generale Italiana Petroli, è stata una mwcqcompagnia petrolifera pubblica mwcgitaliana fondata nel mwcw1926. Dal 1953 di proprietà del gruppo mwdaEni e da questa assorbita alla fine degli mwdqanni novanta del mwdgXX secolo per diventarne la mwdwDivisione Esplorazione & Produzionecite-ref-1[1].
Contents
• Storia
• Contesto
• Loghi
• Note
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Storia
Contesto
Nel mwga1924 ebbe luogo il cosiddetto "mwgqaffare Sinclair"cite-ref-2[2], uno scandalo generato dall'accordo fra la mwhgSinclair, una compagnia petrolifera mwhwstatunitense e il mwiaMinistero per l'Economia Nazionale, con il quale per cinquanta anni era stato concesso di svolgere ricerche petrolifere in mwiqEmilia-Romagna e in mwigSicilia per complessivi mwiw40000 km². Le due parti avrebbero costituito una società nella quale il 40% del capitale sarebbe stato dello mwjaStato, le spese tutte a carico della Sinclair e il 25% degli utili allo Stato.
L'accordo fu giudicato di grave danno per la nazione e sul mwjgNuovo Paese si affacciò anche il sospetto che potesse esservi stata della corruzionecite-ref-3[3]; le opposizioni, capeggiate da mwlaGiacomo Matteotti e da mwlqLuigi Sturzo, incominciarono una polemica pubblica e alcuni studiosi hanno ipotizzato che l'omicidio del deputato socialista potesse essere collegato con la denuncia dello scandalo, che Matteotti avrebbe avuto in programma in Parlamentocite-ref-4[4].
Don Sturzo continuò la polemica, indicando in un ente pubblico statale l'unica possibilità per una mwmwindipendenza energetica nazionale. Il carbone in Italia era infatti scarso e di qualità scadente. Lo si importava dall'estero a prezzi che pesavano gravemente sulla mwnabilancia commerciale e che limitavano l'espansione mwnqindustriale. Le mwngcentrali elettriche, poco sviluppate e concentrate soprattutto nel Nord del paese, non potevano soddisfare il fabbisogno di energia. In ogni caso, l'accordo con la Sinclair fu in seguito annullato dal governo.
Nascita dell'ente
Con un mwpgregio decreto legge del 3 aprile mwpw1926, il mwqagoverno fascista ordinò la costituzionecite-ref-5[5] dell'Azienda Generale Italiana Petroli, mwrqper lo svolgimento d'ogni attività relativa all'mwrgindustria e al mwrwcommercio dei prodotti mwsapetroliferi; l'azienda nasceva nella forma di mwsqsocietà per azioni. Il capitale sociale era conferito per il 60% dal Ministero per il Tesoro, per un 20% dall'mwsgIstituto nazionale delle assicurazioni (INA) e per il restante 20% dalle mwswassicurazioni sociali. Il primo presidente fu mwtaEttore Conti di Verampio, imprenditore del settore elettrico. Il nuovo istituto ereditò le attività e la rete della SNOM (Società Nazionale Olii Mineralicite-ref-6[6]), che dal 1924cite-ref-7[7] commercializzava la mwvgBenzina Victoria e il mwvwPetrolio Sole, provenienti dall'mwwaURSScite-ref-8[8] sulla base di un accordo del 1923 con il Sindacato Panrusso della Nafta e con la CICE (Compagnia Industriale Commercio Estero)cite-ref-2-9-0[9]. La rete di distribuzione ereditata dalla SNOM era estesa anche alle mwyqcolonie italiane in Africa.cite-ref-2-9-1[9] Originariamente l'Agip nacque "come una cointeressata tra lo stato italiano, la mwzgFiat e la mwzwBP", quest'ultima interessata a sfruttare la nuova società per attività di ricerca petrolifera.cite-ref-10[10]
L'istituzione dell'azienda, formalmente una società ma di fatto un mwbqente pubblico, da molti analisticite-ref-0-11-0[11] è stata attribuita principalmente a mwcgGiuseppe Volpi, ministro delle finanze, e a mwcwGiuseppe Belluzzo, ministro per l'economia nazionale. Volpi era però direttamente coinvolto in interessi petroliferi, essendo insieme alla FIAT di mwdaAgnelli, e con la copertura finanziaria della mwdqBanca Commerciale Italiana, impegnato in ricerche in mwdgRomania, e una delle prime operazioni dell'Agip fu rilevare le attività romene del ministrocite-ref-0-11-1[11].
Anni trenta
L'ente attraversò difficoltà dopo la mwgqcrisi del 1929, ma riprese a svilupparsi negli mwgganni trenta. Nel mwgw1933, sotto la presidenza di mwhaAlessandro Martelli, già ministro dell'Economia Nazionale, fu emanata una norma protezionistica in materia di raffineriecite-ref-12[12] e l'Agip poté operare con maggior agio anche in questo settore.
La Società disponeva di un impianto per la raffinazione a mwkaFiume e nel mwkq1936 rilevò quello di mwkgMarghera appartenente a Volpi. Poco dopo strinse un accordo con la mwkwMontecatini per la creazione della società mista mwlaAnic (Azienda Nazionale Idrogenazione Combustibili), che avrebbe dovuto perseguire la derivazione di carburanti dalla mwlqidrogenazione della mwlglignitecite-ref-14[14]. L'Anic poi realizzò due raffineriecite-ref-15[15] per lavorare il petrolio estratto in mwnwAlbania dall'AIPA (mwoaAzienda italiana petroli albanesi), una controllata dell'Agipcite-ref-16[16]. Il petrolio albanese era però di cattiva qualità e la sua lavorazione si rivelò antieconomica.
Nel 1934 furono eseguiti i primi rilievi geofisici a rifrazione e dall'anno successivo tentativi di impiego della sismica a riflessione. Si trattava dei primi rilievi sismici a rifrazione, eseguiti utilizzando cinque o sei ricevitori con i quali si potevano registrare eventi rifratti da piccole profondità. L'Agip disponeva di un gruppo sismografico Ambronn a piezo-quarzo e di un gruppo dotato di sismografi a carbone, costruito nel proprio laboratorio di Parma. Nel 1935 nello stesso laboratorio si cominciò a costruire un terzo apparecchio che doveva essere adatto per rilievi sismici a riflessione.
Verso la fine del 1936 erano operanti due squadre sismiche in Italia. Una con base a Melfi, con strumento Ambronn capo gruppo l'ing. Franchini e operatore Massi Mauri e l'altra a Podenzano con sismografi a carbone capo gruppo Signini e operatore Da Rold Bruno. Dalla Direzione Agip dipendevano tre gruppi: Alta Italia, Italia Centrale e Italia Meridionale e insulare. I capi gruppo erano ingegneri che in un primo tempo avevano lavorato come operai presso la Sezione Geofisica.
Dal 1937 l'ing. Tiziano Rocco, capo della sezione geofisica, si interessò degli sviluppi della sismica a riflessione in Germania e negli Stati Uniti. In Europa la sismica era conosciuta a livello teorico, ma non aveva avuto pratica applicazione nell'esplorazione. Su impulso dell'ing. Rocco, l'Agip, prima in Europa, utilizzò il sistema per le prospezioni nella Pianura Padana che i geologi indicavano come un bacino potenzialmente ricco di idrocarburi. I rilievi ebbero inizio nel 1940, utilizzando un gruppo sismico fatto arrivare dagli Stati Uniti alla fine degli anni '30, e portarono alla scoperta dei primi grandi giacimenti di gas naturale.
Contemporaneamente, però, a causa delle spese per sostenere le campagne coloniali, l'Agip dovette rinunciare a proseguire in alcuni investimenti esteri, in particolare dovette abbandonare le campagne di prospezione in mwqqIraq. Fu invece l'esploratore mwqgArdito Desio a trovare il petrolio in mwqwLibiacite-ref-17[17] e nel mwsa1939 nacque la cosiddetta "operazione Petrolibia", in cui l'Agip era associata alla FIAT, con la quale l'anno prima aveva dato vita a una Società Italiana Carburanti Sintetici che intendeva esplorare la possibilità di ricavare benzine dalla mwsgsintesi chimica.
Dopo l'imposizione delle sanzioni internazionali a danno dell'Italia e la conseguente autarchia, l'Ufficio speciale dei combustibili liquidi così stabiliva: «mwtadal 21 febbraio 1936 è obbligo miscelare un minimo di 20 per cento di alcol a tutte le benzine destinate al consumo sul territorio italiano». L'Agip allora mise in commercio tre tipi di miscele così denominate: mwtqRobur (un carburante autarchico parzialmente ricavato dall'alcool di bietola da zucchero), mwtwBenzina Littoria (il carburante "Super", che affiancava la "Normale", ovvero la mwuaBenzina mwuqVictoria) e mwugMiscela B.A. (per i ciclomotori).cite-ref-18[18]
Anni quaranta
Nel mwwq1940, con l'entrata in mwwgguerra, si ebbe la mwwwrequisizione delle imprese di paesi belligeranti sul territorio italiano; fu affidato all'Agip quanto requisito alle aziende petrolifere straniere. L'azienda intanto vantava una posizione di rilievo ormai virtuale in mwxaRomania, dove deteneva il 90% della società Prahova, terza azienda del settore in quel paese; la guerra aveva reso improduttiva la compagnia locale, ciò malgrado è stato sostenutocite-ref-19[19] che aziende americane (che controllavano circa la metà delle risorsecite-ref-20[20]) si interessassero a un'eventuale acquisizione della Prahova.
Dopo l'mwzgarmistizio dell'8 settembre 1943, nella mwzwRepubblica Sociale Italiana l'Agip fu commissariata e il 6 dicembre mw0a1943 l'ingegner mw0qCarlo Zanmatti ne fu nominato commissario; suo vice era mw0gBruno Mazzaggio. Poco dopocite-ref-21[21] un'assemblea straordinaria dei soci decise il trasferimento della sede sociale da mw1wRoma a mw2aMilano.
Durante l'estate del 1944 venne in Italia il mw2ggeologo statunitense Elmer J. Thomas, ritenuto uno dei più autorevoli tecnici petroliferi, che già aveva effettuato studi nella penisola fra il mw3a1930 e il mw3q1933; gli fu dato accesso, presso la sede dell'azienda e presso il ministero dell'agricoltura, alla documentazione sugli studi effettuati dall'Agip. Poco dopo si ebbero richieste da parte del comando delle truppe di occupazione affinché l'Agip fosse chiusacite-ref-autogenerato1-22-0[22].
Durante la guerra vennero affondate le navi cisterna dell'Agipcite-ref-23[23].
Nel febbraio del mw7w1945cite-ref-24[24] si insediò a Roma un mw9aconsiglio di amministrazione che revocò il trasferimento della sede a Milano, presidente fu nominato il senatore mw9qArnaldo Petretti. L'Agip controllava, fra le altre, l'Anic, la Snam e l'Ente minerario. Il 22 marzo dello stesso anno il facente funzioni del mw9wsegretario di Stato statunitense, Joseph C. Grew, scrisse all'mw-qambasciatore a Roma mw-gAlexander C. Kirk che "mw-wla partecipazione del governo italiano agli affari petroliferi creerebbe una posizione concorrenziale tale da offrire al governo la continua tentazione di ricorrere a pratiche arbitrarie. [...] Il ripetersi di tale situazione sarebbe svantaggioso per i consumatori italiani e nocivo alle relazioni commerciali italo-americane".
Petretti, già vicegovernatore generale dell'mw-qAfrica Orientale Italiana, si rese autore di una imprevista apertura alle imprese anglosassoni: "mw-g"Fatta eccezione per qualche lavorazione in atto [...] ogni ulteriore investigazione può essere lasciata […] alla privata iniziativa. [...] L'attrezzatura industriale del petrolio, sorta e sviluppatasi rigogliosa [...] in virtù segnatamente dell'alto contributo apportatoci dal capitale e dell'esperienza anglosassone, ha subito offese gravi dalle operazioni di guerra. [...] Confidiamo tuttavia che, con il concorso dei gruppi appartenenti ai paesi alleati, sia possibile risarcire le perdite non ancora esattamente valutabili, per riprendere, nello spirito della comprensione e dell'antica amicizia, l'attività che aveva associato, in un passato recente, le due gloriose bandiere"cite-ref-referencea-25-0[25].
Il successivo 28 aprile la Commissione centrale per l'economia del mwaqqComitato di Liberazione Nazionale, il cui presidente era mwaquCesare Merzagora, deliberò di affidare a mwaqyEnrico Mattei la liquidazione dell'ente. La decisione seguiva altre analoghe decisioni per la liquidazione di enti parastatali, la nomina di Mattei a commissario straordinario fu proposta da mwaqgMario Ferrari Aggradicite-ref-26[26].
Il 12 maggio Mattei prese servizio come commissario con l'incarico di mettere in liquidazione l'Agip e le sue attrezzature, che furono messe in vendita per 600 milioni di Lire, ma non trovarono compratori; lo stesso giorno una direttiva dei colonnelli Henderson e King impose che la distribuzione dei prodotti petroliferi anche nell'Italia settentrionalecite-ref-27[27] fosse passata dall'Agip al CIP (Comitato Italiano Petroli), un ente degli Alleati.
Nell'ottobre 1945 l'Agip di mwarqRoma e quella di mwaruMilano furono unificate e Mattei divenne vicepresidente, fino al 1946 quando tornò consigliere. Convinto delle potenzialità di sviluppo della compagnia, Mattei invece di seguire le istruzioni impartitegli dal governo, convinto dai tecnici dell'Agip che le scoperte di idrocarburi da tanto tempo ricercate, stavano per diventare certezza, non liquidò la società; anzi diede nuovo impulso alle perforazioni nella pianura padana e riuscì a riorganizzarla e a farla crescere sul mercato internazionale, aiutato in questo dalle sue conoscenze politiche (Mattei, ex partigiano cattolico divenne nel 1948 deputato della Democrazia Cristiana).
Nel mwars1946 si ebbero scoperte di mwarwmetano in quantità più che discreta, nel mwar01949 furono resi noti i grossi giacimenti di mwar4Caviaga e dintorni, infine avvenne la scoperta del più grosso mwar8campo petrolifero, in presenza del Ministro delle Finanze, mwasaEzio Vanoni, e di un numeroso gruppo di giornalisti e fotografi a mwaseCortemaggiore, vicino a mwasiPiacenza; il nome della località divenne il nome del prodotto, usato poi in un importante mwasmslogan commerciale dell'Agip (mwasqSuperCortemaggiore, la potente benzina italiana). Dopo le elezioni del mwasu1948, il 20 giugno Mattei tornò vicepresidente, con mwasyMarcello Boldrini presidente.
Anni cinquanta
L'Agip ebbe un'esclusiva per le prospezioni nella mwaskval Padana, che escludeva anche le società private italiane come mwasoEdison e mwassMontecatini anch'esse attive nella ricerca di idrocarburi nel sottosuolo nazionale, e intorno a questa esclusiva nacque un contrasto con gli Stati Uniti, che propugnavano il libero mercato petrolifero.
Oltre al settore petrolifero, assunse grande importanza anche il mwatcgas liquido, con l'Agipgas che nel 1956 contava 14.200 distributori in tutta Italia e che vedeva un'espansione anche nel mwatgMediterraneo orientale.cite-ref-1-28-1[28]
Loghi
Il primo mwauamarchio dell'Agip, con la sigla inscritta in tre cerchi concentrici, venne depositato dalla SNOM (Società Nazionale Oli Minerali) presso la mwauiCamera di commercio di Milano alle ore 16 del 25 ottobre 1926 e contrassegnato sul Registro Generale con il n. 34207, al fine di contraddistinguere le proprie apparecchiature per la distribuzione di benzina, petrolio e oli minerali in genere.cite-ref-29[29]
Con la nascita dell'mwaugEni nel mwauk1953, la nuova società bandì un concorso, aperto a tutti gli italiani, per l'ideazione di un marchio per la nuova benzina mwauoSupercortemaggiore; il successo fu notevole, più di quattromila proposte vennero presentate alla commissione incaricata di decidere.
Alla fine risultò vincitore il "mwauwcane a sei zampe" ideato dall'artista mwau0Luigi Broggini (che però non ne ammise mai la paternità, in quanto preceduto dal logo di mwau4Federico Seneca del gatto a tre zampe, utilizzato poi per mwau8AgipGas) e rifinito dal disegnatore Giuseppe Guzzi, che dal mwava1953 identifica la nuova benzina.cite-ref-30[30]
Il logo definitivo rimase pressoché identico al bozzetto originale tranne per la testa del cane che, inizialmente rivolta in avanti, fu invertita, poiché qualcuno obiettò che potesse incutere timore o spaventare; in questo gli si volle conferire un aspetto più familiare e rassicurante.
Secondo alcuni, esso sarebbe ispirato al fantastico drago mwavcmwavgTarantasio, personaggio di una leggenda mwavklodigiana: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l'animale, un tempo guardiano delle paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro bonifica, fosse riapparso in forma di gas.cite-ref-31[31]
Il nuovo logo riscontrò i favori del pubblico oltre ogni più rosea aspettativa, tanto che dal mwav81962 il mwawacane a sei zampe è ufficialmente il logo con cui identificare l'Eni, l'Agip e tutte le altre aziende del gruppo. In virtù di questa rinnovata immagine aziendale, nel mwawe1972 il logo fu ridisegnato da parte della mwawiUnimark di mwawmBob Noordacite-ref-32[32]: in particolare, Noorda ridusse la lunghezza della figura del cane, modificò l'occhio rendendolo tondo e più piccolo e diminuì l'inclinazione complessiva da 7 a 5 gradi, in modo da poterlo inserire nel contenitore da lui creato (un quadrato giallo con gli angoli smussati). Un ulteriore leggero accorciamento del mwawgcane a sei zampe avvenne nel gennaio mwawk1998, sempre per mano di Noorda, quando si trattò di dotare l'mwawoEni (e di conseguenza anche l'Agip) di una nuova immagine aziendale in vista della trasformazione da mwawsente pubblico a mwawwsocietà per azioni.
Il 29 novembre mwaw42008, con il rinnovamento del proprio marchio, Eni ha avviato un processo graduale di sostituzione del marchio Agip con il proprio nelle stazioni di servizio.
Note
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cite-note-22. ↑ Si veda in proposito mwaz8Matteo Pizzigallo, mwaaaAlle origini della politica petrolifera italiana (1920-1925), Giuffrè, 1981.
cite-note-33. ↑ mwaaqG. Buonomo, mwaauQuel che non torna nel movente affaristico del delitto Matteotti, Tempo presente, XLIII, n. 502-504, pp. 67-83.
cite-note-44. ↑ mwaakMauro Canali, mwaaoIl delitto Matteotti, Bologna, Il Mulino, 1997.
cite-note-55. ↑ Perfezionata il successivo 16 maggio.
cite-note-77. ↑ mwabymwabcmwabg1924 - Bergomi e la benzina Victoria, su mwabkMuseo Fisogni, 9 marzo 2015. mwaboURL consultato il 10 novembre 2019.
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cite-note-0-1111. ↑ Così ad esempio in Carlo Maria Lomartire, mwad4Mattei - Storia dell'italiano che sfidò i signori del petrolio, Mondadori, Milano, 2004
cite-note-1212. ↑ R.D.L. 2 novembre 1933, n. 1741, "Disciplina dell'importazione, della lavorazione, del deposito e della distribuzione degli oli minerali e dei carburanti" (convertito nella legge 8 febbraio 1934, n. 367 e dotato di regolamento di attuazione nel R.D. 20 luglio 1934, n. 1303)
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cite-note-1515. ↑ A Livorno ed a Bari.
cite-note-1616. ↑ E partecipata dalle mwafaFerrovie dello Stato Italiane.
cite-note-1717. ↑ Scoperta del tutto casuale, Desio infatti cercava di trovare acqua.
cite-note-1818. ↑ editore Laterza, 1984, mwafcL'automobile italiana 1918-1943 di Alberto Bellucci, capitolo mwafgL'Italia fa da sé, pag.202, 204
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cite-note-2020. ↑ Public Record Office, Londra, "Oil", 30 giugno 1946
cite-note-2121. ↑ 25 gennaio 1944
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cite-note-2323. ↑ "Storia dell'Agip", Floriano Bodini, allegati a "Il Gazzettino"
cite-note-2424. ↑ Secondo altre fonti il 10 aprile.
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cite-note-2626. ↑ Il 16 giugno, dopo che Mattei si era già insediato, la nomina ebbe il gradimento di mwahqCharles Poletti, capo dell'amministrazione militare alleata
cite-note-2727. ↑ Già così accadeva al Sud.
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Bibliografia
• mwakeNascita e trasformazione d'impresa. Storia dell'Agip Petroli, mwakiIl Mulino, 1993, ISBN 88-15-04217-2
• Daniele Pozzi, mwakuTechno-Managerial Competences in Enrico Mattei's AGIP, in mwakyBusiness and Economic History On Line, disponibile in rete mwakcqui
• mwakkMatteo Pizzigallo, mwakoL'Agip degli anni ruggenti (1926-1932), Giuffrè, 1984, ISBN 88-14-00274-6
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Collegamenti esterni
• (IT, EN) Sito ufficiale, su agip.eni.it.
• citerefsapere-itAGIP, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdizionario-di-economia-e-finanzaAGIP (Azienda Generale Italiana Petroli), in Dizionario di Economia e Finanza, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
• citerefbritannica-com(EN) Azienda Generale Italiana Petroli, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.